Una Dea alla quale consacrare le acque e tutte le meraviglie vegetali manifeste, una Dea dal volto di fiori, nelle cui corolle contemplare la bellezza del cosmo, Lei così piena e ricca, Creatrice e Signora della Non-Morte. Nel Giardino Segreto, nelle erbe solo la tellurica presenza d’Ella, che sovrintende alla fertilità e alla fecondità.
Per i greci il giardino non era come un’opera d’arte, tuttavia Omero ce ne mostra due tipologie nell’Odissea: il Giardino Della Fecondità quello di Alcinoo, la cui bellezza e ricchezza corrispondono ai suoi frutti sempre presenti, dove vengono bandite le stagioni, dove è eterna primavera, ed essa viene immortalata nell’immagine di alberi dove frutti e fiori rendono ricchi i rami allo stesso tempo, nella stessa stagione.
E poi v'è un altro giardino, il Giardino Degli Immortali, la Casa della ninfa Calipso, dove la natura non è più solo la feconda produttrice di frutti e fiori, ma in essa si ricerca la bellezza e l’armonia primordiale fra l’uomo e il paesaggio che lo circonda, dove si ricerca l'antica e autentica bellezza della Grande Madre nel suo aspetto selvaggio ed indomito.
E poi v'è un altro giardino, il Giardino Degli Immortali, la Casa della ninfa Calipso, dove la natura non è più solo la feconda produttrice di frutti e fiori, ma in essa si ricerca la bellezza e l’armonia primordiale fra l’uomo e il paesaggio che lo circonda, dove si ricerca l'antica e autentica bellezza della Grande Madre nel suo aspetto selvaggio ed indomito.
“La Natura, Femmina Antica potente ed Arcana, è il corpo della Grande Madre, un corpo che nell’Odissea non è solo paesaggio che completa un canto epico e che colloca le relazioni degli umani in diversi quadri. E’ un corpo partecipe che dona, toglie e rinnova, che è vita, morte e rinascita, che è complice degli intrecci sentimentali e delle avventure, complice della magia dei Passaggi, delle Soste, complice delle morti iniziatiche, delle trasformazioni e delle metamorfosi.” (1)


