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| Odysseus - Alan Lee |
Sì, Ulisse forse. Ma quando l’autore dell’Odissea lo chiama costantemente Odisseo, nome tipicamente cretese, quando lo fa mentire, giocare d’astuzia e travestire da un punto all’altro dei suoi racconti, quando l’eroe sempre menzognero dice lui stesso, senza sorridere, per tre o quattro volte: «Lo sapete bene: sono Cretese», cosa bisogna credere?
Basta dire che Odisseo, come Epimenide, era realmente cretese, l’unica verità che si libera, nuda e cruda, dall’abisso di tenebre in cui i ragionatori avevano preteso di farla scomparire.
Basta dire che Odisseo, come Epimenide, era realmente cretese, l’unica verità che si libera, nuda e cruda, dall’abisso di tenebre in cui i ragionatori avevano preteso di farla scomparire.
« Narrami, o Musa, di quell'uomo versatile che molto tempo vagò dopo che ebbe gettato a terra le sacre torri di Troia »
(incipit)
Nasce nella storia del mito un Re, un iniziato ed un iniziatore, un geniale creatore oppure l’archetipo del suo tempo: quello del grande viaggiatore, che fa del pontos (mare) un ponte verso i mondi sconosciuti.
Lui, l’iniziato delle molte Dee che lo portano man mano, attraverso le avventure che affronta, ad essere il Divino/Uomo che da buon iniziato che ha superato la prova della mortalità/immortalità, può ora essere iniziatore di altri giovani che intraprendono il viaggio medesimo, la Cerca profonda, il riconoscersi all’interno di sé, morendo per rinascere ed esser riconoscibili nel mondo. Lui, che Omero definisce il Piccolo, il Costante (polytlas), l’Ingegnoso (polymetis), l’Astuto (polymekhanos), il signore dalle mille vie (polytropos), l’Illustre (polyainos), lui, il Divino (theios) Odisseo.
«Nessun’altra successione o progressione se non quella cronologica. Ma un centro, un cuore, un’anima: Creta, la sua patria.» (1)
(incipit)
Nasce nella storia del mito un Re, un iniziato ed un iniziatore, un geniale creatore oppure l’archetipo del suo tempo: quello del grande viaggiatore, che fa del pontos (mare) un ponte verso i mondi sconosciuti.
Lui, l’iniziato delle molte Dee che lo portano man mano, attraverso le avventure che affronta, ad essere il Divino/Uomo che da buon iniziato che ha superato la prova della mortalità/immortalità, può ora essere iniziatore di altri giovani che intraprendono il viaggio medesimo, la Cerca profonda, il riconoscersi all’interno di sé, morendo per rinascere ed esser riconoscibili nel mondo. Lui, che Omero definisce il Piccolo, il Costante (polytlas), l’Ingegnoso (polymetis), l’Astuto (polymekhanos), il signore dalle mille vie (polytropos), l’Illustre (polyainos), lui, il Divino (theios) Odisseo.
«Nessun’altra successione o progressione se non quella cronologica. Ma un centro, un cuore, un’anima: Creta, la sua patria.» (1)
